Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [terzo giorno]

3° giornata passo dello Stelvio


La lunga ascesa è stato un braccio di ferro tra me Daniele Guarducci ed Emilio Castellucci, per quasi due ore siamo andati insieme, il mio cuore era stabile tra i 135/145 battiti, ampiamente entro la soglia, anche gli altri non davano segno di cedimento.


Pian piano a circa 5 km dalla vetta Emilio ha cominciato a “perdere le nostre ruote” , io e Daniel abbiamo continuato del nostro passo, siamo entrambi dei passisti con le stesse caratteristiche, Daniele è più giovane e forse anche un po’ più asciutto; per cui, malgrado la classe che mi contraddistingue, alla lunga, si sa, il ciclismo non perdona.


A circa due km dalla vetta Daniele mi ha preso qualche metro di vantaggio, anche se avevo mangiato un po’ di zuccheri, mi sentivo abbastanza debole, il cuore era aumentato ma sempre entro la soglia, mi sono difeso, ma avevo perso al passo circa 90 secondi da Daniele che dopo la terza giornata mi superva in classifica di un minuto preciso.


Castellucci invece aveva perso oltre 7 minuti da me, per cui anch’egli ormai non poteva più recuperare l’handicap, Chianese aveva recuperato un paio di minuti, il Masi aveva presa comodo ed aveva impiegato quasi 3 ore.


Ho fatto la discesa in compagnia della bolognese Nadia Rimondi, che ha molta classe nel disegnare le curve,suo marito (credo) si è dimostrato, però, ancora più abile, mi ha superato e staccato di qualche secondo.


Dopocena Castellucci non sapeva spiegarsi come mai pur non essendo andato in crisi aveva ceduto: “mi sentivo come vuoto di forze; certo se vado dal medico mi dice che a 68 anni, a 2500 metri, con l’aria rarefatta e sotto sforzo è normale non sentirsi al top” sempre saggio il professore.


Il mercoledì era come tradizione il di riposo, e assieme a Daniele e al Masi siamo andati a Rovereto a vedere il Museo di arte moderna, molto bello specie la struttura architettonica, per quanto riguarda le opere diciamo che, malgrado fossimo psicologicamente preparati, siamo usciti un po’ interdetti.


Molto più “fruibile” si è rivelato il museo Caproni della aeronautica, vicino a Trento.


Nel frattempo Vancelli aveva dovuto abbandonare il giro; il figlioletto di tre anni era stato ricoverato, il piccolo è stato sottoposto ad intervento chirurgico e sta bene.

[continua..]