Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [sesto giorno]

6° tappa bivio passo della Mendola – Bellavista Bolzano. Km 97


La giornata era splendida, l’aria fresca. la visibilità eccellente, la salita si affrontava dopo 16 chilometri circa, un po’ pochi per riscaldare la gamba; ero abbastanza stanco, come tutti gli altri ovviamente, nel falsopiano prima di arrivare alla partenza ho incontrato Francesco Francioli il professore che, anche se è più anziano di me, ha un passo leggermente superiore al mio in salita:


Potresti scandire un ritmo costante in salita? parti una decina di secondi dopo così “ti prendo la ruota. Devo fare un buon tempo per recuperare 10 secondi di svantaggio su un amico;” “Ok,” acconsente Franco.

Parto, era una salita pedalabile e non sapevo bene quale rapporto spingere, la velocità dell’ascesa era intorno ai 16/18 kmh, poteva essere davvero importate prendere la ruota di qualcuno; per un po’ sono riuscito a stare alla ruota di una ragazza, poi ho ceduto un po’ “ ma quando arriva Franceso pensavo”; mi ha superato anche Alexandra, impossibile per me starle a ruota, sono arrivato dopo 17 minuti 49 secondi; l’anno scorso avevo fatto 17 minuti e 14 secondi, 35 secondi meno; la durezza del giro si era fatta sentire proprio all’ultima tappa.


Daniele invece aveva fatto 17 e 07, alla fine mi aveva dato quasi un minuto, onestamente senz’altro di più se non fosse stata annullata la quintq cronoscalata.


Franco, che si era fermato per dei bisogni fisiologici e non mi aveva più raggiunto; a Mezzacorona ho rivisto anche Alexandra, mi ha raccontata che il giorno prima era arrivata a Selva mezza congelata con un colore più sul grigio che sul rosa; ha visto i suoi compagni di squadra ripartire senza attenderla, allora ha preso il “carro scopa”; comunque non mi teneva rancore per non averla attesa, anzi mi aveva preparato un regalino che mi avrebbe dato a Bolzano.


Aspettami perchè dovrai spingermi” mi ha detto “ Ma dai con il passo che hai in salita non hai certo bisogno di spinte” nel tratto in pianura da Mezzacorona a Bolzano non riuscivo a carburare, comunque ci vuol altro per staccarmi in pianura, a Laives ero, come al solito, in fondo e ho affiancato Alexandra, un po’ stanca, il giro era praticamente finito e abbiamo raggiunto tranquillamente la meta.


Alexandra mi ha regalato dei dolcini fatti da lei “ E’ una mia ricetta personale, è una forma di terapia per i diabetici, fare dolci ma non mangiarli e darli agli amici. Per natale faccio dolci per tutti”, mi ha detto.


Ero diventato sempre più curioso e le ho chiesto che lavoro facesse “ Sono un tecnico per funivie; fin da piccola mi hanno sempre affascinata specie per la meccanica, così ho fatto in modo di trovarmi un lavoro nel settore”.


 

Devo aver avuto un’espressione assai perplessa perché subito dopo Alexandra ha concluso: “ Lo so che sono un po’ strana”.


Indubbiamente una ragazza contemporaneamente amante della cucina e in particolare della pasticceria ma che non può assaggiare le sue creazioni, immigrante in Italia da un paese come il Canada meta di tante immigrazione e che ha la passione per un mestiere così particolare è davvero più unica che rara, come se ad un tuareg piacesse il surf.


Quest’anno la squadra Niddatal ci ha battuto come pure i norvegesi, siamo solo terzi come partecipazione e quarti come risultati, tra le categorie solo il “grande” (ciclisticamente parlando) Bernardo Pivano è il primo nella sua categoria Junior e ha vinto l’ennesimo zainetto.


Per la squadra non ci sarà il rito del taglio della forma di grana in occasione della cronoscalata sociale.


 

A ritorno in macchina ho constatato che in tutta la settimana non ho avuto nessun guasto meccanico, “neppure un salto di catena; sarà perché sono molto fortunato o perché la bici era stata revisionata da un bravo meccanico?”


Enzo ha sorriso facendo capire di avere una risposta ma che era troppo modesto per formularla esplicitamente.


Sergio Breschi