Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [Quarto giorno]

4° giorno Plan de Coronas di 114 Km


Era la giornata più temuta, avevamo tutti seguito la cronoscalata al “Giro d’Italia,” anche i migliori scalatori avevano arrancato sulla strada, che in qualche punto sterrata, spingendo anche rapporti cortissimi come il 34/26. Era chiaro che in molti avremmo messo il piede a terra, nella giornata di riposo tutti hanno cercato di mettere un rapporto rassicurante, io avevo il 30/29 ero tentato di farmi prestare da Stefano del Re il 34, ma poi ho lasciato perdere.


La tappa era piuttosto breve nel tratto di avvicinamento in leggera salita ho risparmiato la gamba, poco prima dell’inizio mi “sono liberato del superfluo” in modo sostanzioso, non sto ovviamente a scendere in particolari.


Il tempo era ancora molto buono, anche se non mi attirava per nulla fare sforzi su pareti al 23% avevo deciso di continuare fino in vetta e non fermarmi al passo del Furcia alla fine del tratto asfaltato.


Stavo bene ma già nella prima rampa sterrata ho messo il piede a terra, sono scivolato sul ghiaino anche in una facile curva proprio sotto la fotocamera impietosa di Monica, poi ho preso un passo regolare fino all’ultimo strappo dove più meno tutti sono scesi, in cima ci aspettava la funivia perché era praticamente impossibile affrontare la discesa in sicurezza.


Non pensavo di aver fatto un buon tempo, invece ero riuscito a recuperare 50 secondi a Daniele che ora era avanti di soli 10 secondi.


Il duello tra noi due diventava sempre più interessante, avevo ancora due tappe per recuperare, inoltre ero riuscito a superare anche Adelmo Parigi, non per mio merito, egli infatti, aveva sbagliato strada ed aveva allungato il percorso di qualche chilometro impiegando un tempo superiore di circa 30 minuti.


Casalini ha, invece, avuto un incidente meccanico, il cambio era entrato nei raggi della ruota, il giorno prima aveva modificato i rapporti, e, invece di affidarsi alle esperte mani di Enzo, era andato dal meccanico Zanobini di Bolzano.


In discesa è scoppiata la camera d’aria della ruota anteriore di Emilio, lo abbiamo aspettato con Daniele, Carlo e Raffaele e siamo rientrati, con una poderosa rincorsa, nel gruppo approfittando delle scie delle auto.


Nella discesa e nel falso piano fino a Bressanone ho consigliato ad una ragazza in difficoltà a tenere l’andatura del gruppo, di chiudere o aprire completamente lo zip del giubbino che si era gonfiato come una vela, per migliorare l’aerodinamica.


La ragazza mi ha ringraziato per il consiglio, apparteneva al tipo di cicliste che, quando mi superano in salita, non le prendo proprio in considerazione, troppo magra per i miei gusti (ciclisticamente parlando of course), aveva delle belle gambe magre da scalatrice, ma in pianura invece faticava a tenere certi ritmi.


Abbiamo cominciato a parlare un po’ e ci siamo presentati si chiama Alexandra e veniva dal Canada, abitava a Vipiteno, era da poco tempo che andava in bici da corsa, aveva fatto in precedenza Mountain Bike e triatlon; ma era stanca per tutti quei giorni in bici ed aveva intenzione di non fare la tappa dell’indomani quella dei quattro passi.


Io l’ho stimolata a proseguire e non abbandonare proprio alla fine, il tempo cronometrato sullo Stelvio era di 20 minuti migliore del mio, se affrontavo i quattro passi io che ero un pingue signore di mezz’età, lei, così asciutta e giovane non avrebbe dovuto temere niente.

 [continua…]