Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 – 103

Il giro non è incominciato sotto i migliori auspici, con uno sconsolato sms ricevuto il venerdì il mio amico svedese Per Svensson, che fa parte degli affiliati stranieri a Bicisport, assai conosciuto dai lettori dei miei precedenti report mi aveva comunicato di non poter partecipare al Giro, era dovuto, infatti, rientrare a Stoccolma quando era quasi al confine dell’Austria perché la sua mamma di 91 anni non stava bene.


Poco dopo verso le 20.00 ricevo una telefonata da mia moglie che mi comunica che anche mia madre per dei forti dolori addominali era stata ricoverata d’urgenza al Pronto Soccorso di Orbetello; fortunatamente verso mezzanotte sono giunte notizie confortanti, mia madre si era ripresa non avevano trovato nulla e sarebbe stata dimessa dopo un breve periodo di osservazione.


Il sabato potevo partire per questo atteso appuntamento annuale con il grande Scarselli, uno dei più bravi meccanici per bici in circolazione, che aveva revisionata la mia pochi giorni prima; durante il viaggio squilla il cellulare di Enzo, era la figlia che evidentemente aveva da dirgli qualche cosa di importante.


Anche la sorella maggiore di Enzo non stava bene: “Vuoi vedere che hanno ricoverato mia sorella” ha pensato visto gli inconvenienti familiari che ci avevano colpito; si trattava invece di una buona notizia: gli era stato assegnato un appartamento del Comune in locazione, non conosceva ancora il prezzo ma senza dubbio sarebbe stato assai minore del canone che stava attualmente pagando.


Solita burocrazia alla ”punzonatura” presso la Fiera di Bolzano con consegna dei cip e delle sacche contenenti le informazioni dei gadget; siamo venuti a sapere che i tedeschi della Niddatal sono presenti in 34 ( 4 più del nostro gruppo) quindi difficilmente avremo potuto ripetere il risultato dell’anno prima.


Mancano all’appello oltre a Per anche Fabbri, Daniele Guasti, Oris Petri, Sparapano, Viliani ancora sofferente per una caduta all’inizio dell’anno, non erano potuti venire, mancava anche Serena, che avendo trovato il grande amore ha abbandonato Firenze e forse anche l’attività ciclistica, D’onofrio e Carmagnini erano in corsa ma con altre squadre.


Sempre nutrita era, però, la rappresentanza degli universitari con Il prof. Castellucci, Righini e De Lucia, oltre al Turchini mancava però Ceccarelli.


Sempre presente era il forte Landi, l’immancabile Borrani che era giunto alla diciottesima partecipazione, l’oriundo svizzero Raffaele Chianese con il figlio e il silenzioso Cristian, Emanuele Antoniucci mancava però il piccolo ossuto e fortissimo Pernigoni fra gli affiliati bergamaschi.


Bernardo Pivano si era preparato bene e voleva contendere il primato al Vancelli, poche le matricole Daniele Guarducci, l’aretino Adelmo Parigi, e Enim che lamentava una condizione non buona a seguito di una caduta; Andrea Masi ritornava dopo due anni di assenza.


Come al solito dimentico qualcuno, specie tra i più forti; questo report privilegia i ciclisti con il mio passo quindi, ciclisti di mezza età o se giovani quelli o troppo robusti o poco allenati e le donne (ma non tutte naturalmente). Del resto se “ i Malavoglia” è il romanzo dei vinti, nel mio piccolo farò un report sugli ultimi.


La nostra equipe composta di 30 unità era comunque la più numerosa fra le squadre Italiane, ma non aveva alcuna rappresentante femminile in corsa, le signore che ci accompagnavano erano addette al servizi logistici; in altre parole la nostra era una classica squadra “talebana” gli uomini a divertirsi le donne a lavorare.


Anche l’albergo che ci ospitava era lo stesso dello scorso anno, si era rivelato uno dei migliori nel rapporto qualità prezzo; anche altri 100 ciclisti di altre squadre lo avevano scelto, si vedevano quindi molte teste rasate e gambe depilate in giro.


Il mio compagno di stanza Carlo Beni, un ragazzo di 40 anni dalle lunghe chiome, si è rivelato un compagno simpatico, era solo un po’ irascibile quando vedeva alla TV alcuni politici come il presidente del Senato Schifani, o alcuni ministri come Vito o Brunetta; talvolta si lanciava in disquisizioni del tipo è più imbecille Bush o Berlusconi.


Per il resto era tranquillissimo ma aveva una certa difficoltà a risvegliarsi la mattina, anche se mi mancava la compagnia di Per con i suoi quesiti da un milione di euro, e i suoi ricordi passati quando aveva ben altro che pensare ai cambi e alle moltipliche.


La stanza che mi è capitata aveva alcune magagne, specchi lavandino e la mensolina sopra il lavabo rotti, ma sia io che Carlo non ci formalizzavamo per così poco.

 

[continua…]