Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [1° giorno] – 102

1° Giornata Bolzano. Collalbo, Chiusa Laion Bolzano. di 105 Km


Nel breve percorso pianeggiante prima di affrontare la prima salita cronometrata cerco qualcuno degli affezionati al Giro delle Dolomiti, quelli che non vogliono mai mancare all’appuntamento dei fine luglio.


Ecco Gianni Gaslini di Palazzolo Milanese, è il solo rappresentante della sua squadra LERI con la solita bici gialla, dopo Enzo Scarselli, ha il record di partecipazioni sono 27 o 28, con un fisico non certo da scalatore è senza dubbio uno dei ciclisti più tenaci, poco dopo incontro la Nadia Rimondi del pedale bolognese, parliamo un po’ di genitori e di acciacchi, “se siamo in bici è segno buono”, concordiamo.


Le consiglio, come faccio tutti gli anni, di tenere rapporti più leggeri, ma Nadia, da quell’orecchio non ci sente, le piace macinare rapportoni impossibili, dopo un po’ incontro Francesco Francioli, un Professore universitario di Milano della soc ENI, un over di 67 anni, con una vecchia bicicletta con ancora il cambio con le leve al telaio, affronta il giro con vero spirito cicloturistico anche se nelle salite riesce a fare tempi molto buoni, tra i migliori nella sua categoria, indossa sempre una maglia rosa con tante bandiere di varie nazioni, è senza dubbio un tipo politicamente corretto.


Vedo anche Pierpaolo Conte con la coda di cinghiale attaccata al casco, egli si rese famoso qualche edizione passata per aver sbagliato clamorosamente strada e per essersi fatto in bici l’autostrada da Merano a Bolzano, più in la vedo la Raffaella Bisarello, la sua mamma Ivana, una ciclista di gran classe, ha abbandonato la bici e ora si dedica a tempio pieno al duro mestiere di nonna.


Ma ecco dopo una ventina di chilometri si affronta la prima salita, da Bolzano a Collalbo di 13,7 chilometri 868 mt di dislivello.


Naturalmente prima di affrontarla mi ero alleggerito del superfluo, un panino, metà acqua dalla borraccia etc., è una salita abbastanza pedalabile i tratti più duri non superano il 9%, c’è un impercettibile vento contrario, è meglio cercare qualche ruota tranquilla che scandisca il passo, presto sono superato da alcune concorrenti; naturalmente in tanti anni ho affinato un occhio critico, e studio attentamente le gambe e il fondoschiena delle signore.

Deve scegliere una non troppo giovane, e non troppo magra con un sedere “importante” come direbbe Saronni.


Mi sorpassano alcune straniere, ad un certo punto mi supera una biondina che fa il caso mio, è forse un po’ troppo magra ma, secondo una stupida usanza dei ciclisti del nord, ha la bici appesantita da due borracce da 750 cc piene di acqua, provo, ben presto il cuore va oltre la soglia, il cardio comincia a pigolare, niente da fare lascio andare, è meglio non forzare mi aspettano ancora tanti chilometri e vado del mio passo, supero Enzo, che va su tranquillo, Stefano del Re che sconta una preparazione inadeguata, poi Enim (soprannominato Eminem) e Alberto Borrani.


Non trovo la ragazza che fa al caso mio, anche le cicliste più femminili con rassicuranti rotolini di cellulite vanno più forte, nei tratti in cui la salita spiana non riesco a fare ritmo, alla fine il mio tempo di oltre un ora e dieci minuti non è certo entusiasmante.


Peggio di me hanno fatto quelli che dichiaratamente non tengono alla classifica. Raffaele Chianese ha già 5 minuti di vantaggio, Andrea Masi ha un tempo migliore come pure Paolo Braccini e Daniele Guarducci.


Comincia una leggera pioggerellina che impedisce alte velocità in discesa, la strada è stretta e tortuosa. Nel programma è prevista un’altra salita di circa 12 chilometri con 800 metri di dislivello, niente di eccezionale sembrerebbe, ma subito dopo i primi tornati tutti capiamo che qualcosa non va, in effetti il dislivello è si di 800 metri ma tutti concentrati nei primi 6 chilometri, la seconda parte è in pianura e un po’ anche in discesa; in altre parole la prima parte di questa asperità è una vera carognata a freddo da parte dell’organizzazione, inoltre qualche addetto un po’ dislessico aveva segnalato i tornanti in modo un po’ originale dopo l’ottavo tornante veniva il secondo, poi il quarto, quindi il decimo.


In molti hanno messo il piede a terra, alcuni si sono fatti dare uno strappo sul carro scopa.


Particolarmente inc..to era Stefano Del Re che ha iniziato, sin dai primi tornanti a definire la ridente regione agricola nel sud della Toscana con tutti gli aggettivi immaginabili, ha incominciato con “Maremma abbacchiata” per finire quando già la strada spianava con “Maremma Zuzzurellona”.


Bene o male la prima tappa era andata, sulla carta doveva essere tra le più facili.


Comunque tutto bene se si eccettua alcune forature del Righini e un malore del forte Claudio Casalini nella seconda salita e una caduta senza conseguenze di Parigi; ordinaria amministrazione, l’indomani ci attendeva il passo del Rombo.

[continua…]