[ToscanaCicloturismo] Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato istituito nel 1993[2] ed è situato nell’Appennino tosco-romagnolo, tra le province di Forlì-Cesena, di Arezzo e di Firenze. Il 7 luglio 2017 a Cracovia la Commissione UNESCO ha inserito la Riserva naturale Sasso Fratino e le faggete vetuste ricomprese nel perimetro del Parco, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità all’interno del sito seriale Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe.

La storia di questo territorio comincia in età antica, con i primi insediamenti Etruschi i quali trovarono nel “Lago degli Idoli” il più importante sito archeologico dell’Appennino Tosco Romagnolo, ai piedi del Falterona, un luogo dove venerare le proprie divinità. Le Foreste Casentinesi sono un territorio ben noto fin dal Medioevo quando le popolazioni Toscane utilizzavano il prezioso legname proveniente da questi boschi per varie opere, in particolare l’Opera del Duomo di Firenze, un ente laico che gestiva queste Foreste, utilizzò questo legname per la costruzione di vari edifici tra cui la Cupola del Brunelleschi mentre il Granducato di Toscana impiegò gli enormi abeti per costruire gli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno.

Il Parco ha come elemento caratterizzante la dorsale appenninica ad andamento tendenzialmente nordovest/sud-est. Dal crinale, si sviluppano nel versante romagnolo, una serie di contrafforti secondari subparalleli che danno origine a diverse vallate laterali.

Le quote del Parco variano da 400 a 1.658 metri: il Monte Falco (1.658 m) ed il Monte Falterona (1.654 m), da cui sorge il fiume Arno, sono le vette più alte. La geologia del versante romagnolo è caratterizzata dalla presenza della formazione marnoso arenacea, costituita da sedimenti di ambiente marino profondo, con grandi banchi di arenaria intercalati a strati di sottili marne. Nella parte toscana il “macigno” costituito da banchi di roccia arenacea alternati a scisti argillosi e marne grigie, è la formazione geologica più presente.

(Wikipedia)

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