22mo Giro della Toscana: Rassegna stampa – 78

Si ringraziano i colleghi giornalisti e altri professionisti, per aver pubblicato le notizie sul 22mo Giro Cicloturistico della Toscana, prima, durante e dopo con il mio report. La rassegna stampa, con i link, sarà documentato anche nel sito web, www.girodellatoscana.it

1) IL REPORTER : Articolo firmato da Simone Spadaro

2) ETHIC SPORT : Notizia della redazione di Emmegi Agenzia di Stampa

3) SPORT MEETINGS : Notizia della redazione di Emmegi Agenzia di Stampa

La lista è in aggiornamento, appena ricevo info dai rispettivi destinatari.

Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [sesto giorno] – 76

6° tappa bivio passo della Mendola – Bellavista Bolzano. Km 97


La giornata era splendida, l’aria fresca. la visibilità eccellente, la salita si affrontava dopo 16 chilometri circa, un po’ pochi per riscaldare la gamba; ero abbastanza stanco, come tutti gli altri ovviamente, nel falsopiano prima di arrivare alla partenza ho incontrato Francesco Francioli il professore che, anche se è più anziano di me, ha un passo leggermente superiore al mio in salita:


Potresti scandire un ritmo costante in salita? parti una decina di secondi dopo così “ti prendo la ruota. Devo fare un buon tempo per recuperare 10 secondi di svantaggio su un amico;” “Ok,” acconsente Franco.

Parto, era una salita pedalabile e non sapevo bene quale rapporto spingere, la velocità dell’ascesa era intorno ai 16/18 kmh, poteva essere davvero importate prendere la ruota di qualcuno; per un po’ sono riuscito a stare alla ruota di una ragazza, poi ho ceduto un po’ “ ma quando arriva Franceso pensavo”; mi ha superato anche Alexandra, impossibile per me starle a ruota, sono arrivato dopo 17 minuti 49 secondi; l’anno scorso avevo fatto 17 minuti e 14 secondi, 35 secondi meno; la durezza del giro si era fatta sentire proprio all’ultima tappa.


Daniele invece aveva fatto 17 e 07, alla fine mi aveva dato quasi un minuto, onestamente senz’altro di più se non fosse stata annullata la quintq cronoscalata.


Franco, che si era fermato per dei bisogni fisiologici e non mi aveva più raggiunto; a Mezzacorona ho rivisto anche Alexandra, mi ha raccontata che il giorno prima era arrivata a Selva mezza congelata con un colore più sul grigio che sul rosa; ha visto i suoi compagni di squadra ripartire senza attenderla, allora ha preso il “carro scopa”; comunque non mi teneva rancore per non averla attesa, anzi mi aveva preparato un regalino che mi avrebbe dato a Bolzano.


Aspettami perchè dovrai spingermi” mi ha detto “ Ma dai con il passo che hai in salita non hai certo bisogno di spinte” nel tratto in pianura da Mezzacorona a Bolzano non riuscivo a carburare, comunque ci vuol altro per staccarmi in pianura, a Laives ero, come al solito, in fondo e ho affiancato Alexandra, un po’ stanca, il giro era praticamente finito e abbiamo raggiunto tranquillamente la meta.


Alexandra mi ha regalato dei dolcini fatti da lei “ E’ una mia ricetta personale, è una forma di terapia per i diabetici, fare dolci ma non mangiarli e darli agli amici. Per natale faccio dolci per tutti”, mi ha detto.


Ero diventato sempre più curioso e le ho chiesto che lavoro facesse “ Sono un tecnico per funivie; fin da piccola mi hanno sempre affascinata specie per la meccanica, così ho fatto in modo di trovarmi un lavoro nel settore”.


 

Devo aver avuto un’espressione assai perplessa perché subito dopo Alexandra ha concluso: “ Lo so che sono un po’ strana”.


Indubbiamente una ragazza contemporaneamente amante della cucina e in particolare della pasticceria ma che non può assaggiare le sue creazioni, immigrante in Italia da un paese come il Canada meta di tante immigrazione e che ha la passione per un mestiere così particolare è davvero più unica che rara, come se ad un tuareg piacesse il surf.


Quest’anno la squadra Niddatal ci ha battuto come pure i norvegesi, siamo solo terzi come partecipazione e quarti come risultati, tra le categorie solo il “grande” (ciclisticamente parlando) Bernardo Pivano è il primo nella sua categoria Junior e ha vinto l’ennesimo zainetto.


Per la squadra non ci sarà il rito del taglio della forma di grana in occasione della cronoscalata sociale.


 

A ritorno in macchina ho constatato che in tutta la settimana non ho avuto nessun guasto meccanico, “neppure un salto di catena; sarà perché sono molto fortunato o perché la bici era stata revisionata da un bravo meccanico?”


Enzo ha sorriso facendo capire di avere una risposta ma che era troppo modesto per formularla esplicitamente.


Sergio Breschi

22mo Giro della Toscana; report comunicati/notizie alla stampa – 77

Gentilissimi,

di seguito il report sulle notizie e comunicati, inerenti al 22mo giro della Toscana, inviati ai seguenti destinatari:

1) Corriere on line – giornalista indicato da segreteria team – (due foto al termine dell’evento del 7 settembre e poi il giorno dopo con il comunicato più link alle foto)[*]

2) Brevetto Toscano (report/comunicato + link foto),

3) CT-Cicloturismo (report/comunicato + link foto),

4) ARL / Ediz-network (report/comunicato + link foto),

5) Cycling (report/comunicato + link foto),

6) SportPro  (report/comunicato + link foto),

7) Edisport  (report/comunicato + link foto),

8) Ciclismolive (report/comunicato + link foto),

9) GrandeCiclismo (report/comunicato + link foto),

10) Toscana Notizie / Regione Toscana (report/comunicato + link foto),

11) UISP Firenze – ufficio stampa (report/comunicato + link foto),

12) Agenzia Italia – Blog Ciclismo (report/comunicato + link foto),

13) Stampa locale: quotidiani, radio, TV (report/comunicato + link foto).

La lista è in aggiornamento.

NOTE:

A) Il fotografo Daniele Matteini è stato inserito in ogni comunicato inviato, poichè è l’autore delle foto.

B) Nel codice deontologico dei doveri del giornalista non c’è l’obbligo alla pubblicazione di notizie e comunicati, quindi se ciò avviene probabilmente ritiene utile quanto ha ricevuto.

C) Qualora le foto inviate vengono sostituite con altre differenti da quelle dell’evento, se la segreteria del team ritiene che tale foto lede la immagine, può chiedere, mediante l’ufficio stampa, immediata rettifica al giornale.

D) Il giornalista della redazione XXX, se la notizia o la foto risulta inesatta o errata, anche in assenza di specifica richiesta, deve eseguire rettifica, com’è scritto sulla Carta dei Doveri del Giornalista (Ordine dei Giornalisti / Consiglio Regionale della Toscana – 1998).

 ————————

[*] Fonti riferiscono che il quotidiano ha pubblicato una foto differente, rispetto a quella spedita il giorno prima. In qualsiasi caso, per doverosa correttezza nei rispettivi interessati, la copia della email dell’avvenuta spedizione delle foto dall’ufficio stampa, è consultabile presso la segreteria del team.

A.C.D. Bicisporteam – Firenze
Comunicazione e Stampa

Il Codice della Strada e la bici [10] – 79

Art. 225. – Caratteristiche costruttive delle attrezzature per il trasporto dei bambini sui velocipedi (artt. 68, 69 C.s.).

1. L’attrezzatura idonea, ai sensi dell’articolo 68, comma 5, del codice, al trasporto su un velocipede di un bambino fino ad otto anni di età, è costituita da un apposito seggiolino composto da: sedile con schienale, braccioli, sistema di fissaggio al velocipede e sistema di sicurezza del bambino. I braccioli possono essere omessi nel caso di seggiolini destinati esclusivamente al fissaggio in posizione posteriore al conducente, per il trasporto di bambini di età superiore ai quattro anni.
2. Il seggiolino è realizzato e predisposto per l’installazione in modo che, anche durante il trasporto del bambino, non siano superati i limiti dimensionali fissati per i velocipedi dall’articolo 50 del codice, non sia ostacolata la visuale del conducente e non siano limitate la possibilità e la libertà di manovra da parte dello stesso.
3. Il sistema di sicurezza del bambino è costituito da bretelle o cintura di contenimento e da una struttura di protezione dei piedi del bambino. Tale struttura di protezione può far parte del seggiolino od essere elemento separato dallo stesso, nel qual caso è montata direttamente sul velocipede; in ogni caso deve essere idonea ad impedire il contatto dei piedi con le parti in movimento.
4. Il sistema di fissaggio previsto deve garantire l’ancoraggio del seggiolino al velocipede impedendone, in ogni caso, lo sganciamento accidentale. Per i seggiolini per i quali si prevede il montaggio in posizione anteriore, tra il manubrio ed il conducente, e che sono idonei al trasporto di bambini la cui massa non è superiore a 15 kg, sono ammessi sistemi di fissaggio sia al telaio, sia al piantone, sia al manubrio. In quest’ultimo caso, l’interasse tra gli agganci al manubrio non è superiore a 10 cm. Per i seggiolini per i quali si prevede il montaggio in posizione posteriore, sono ammessi sistemi di fissaggio sia al telaio sia ad un accessorio portapacchi. In tal caso, nelle istruzioni per il montaggio ed indicazioni d’uso del seggiolino di cui al comma 5, è evidenziata chiaramente la portata minima del portapacchi, necessaria per garantire il trasporto del bambino in condizioni di sicurezza.
5. Ciascun seggiolino è munito di istruzioni illustrate per il montaggio e di indicazioni per l’uso atte a garantire il trasporto del bambino in condizioni di sicurezza. Unitamente a tali indicazioni sono riportati gli articoli 68, comma 5, e 182, comma 5, del codice, nonché gli articoli 225 e 377, comma 5. Alle suddette istruzioni ed indicazioni è allegata una dichiarazione che attesti la rispondenza del seggiolino alle caratteristiche fissate dal presente articolo. Tale dichiarazione è sottoscritta, sotto la propria responsabilità, dal produttore oppure da chi provvede alla commercializzazione con proprio marchio, oppure, nel caso di prodotto importato da paesi che non fanno parte della Comunità europea, da chi lo abbia importato nell’esercizio della propria attività commerciale.
6. Sul seggiolino sono impressi in modo visibile, anche dopo il montaggio dello stesso, l’anno di produzione ed il nome del produttore, ovvero di chi provvede alla sua commercializzazione con proprio marchio, oppure, nel caso di prodotto importato da paesi che non fanno parte della Comunità europea, da chi lo abbia importato nell’esercizio della propria attività commerciale.
7. Sono consentiti i rimorchi per velocipedi purché la lunghezza del velocipede, compreso il rimorchio, non superi 3 m. La larghezza massima totale del rimorchio non deve essere superiore a 75 cm e l’altezza massima, compreso il carico, non deve essere superiore a 1 m. La massa trasportabile non deve essere superiore a 50 kg. Per la circolazione notturna il rimorchio è equipaggiato con i dispositivi di segnalazione visiva posteriore e laterale previsti per i velocipedi all’articolo 224.

[fonte: comune.torino.it]

22mo Giro della Toscana: Foto nell'album – 83

Nell’Album del Blog ci sono sia le foto sugli atleti del Bicisporteam sia altre foto.

Se ne manca qualcuna, mi scuso ma su 1500 foto in 5 CD, trovarle tutte non è stato semplice.

Un doveroso ringraziamento al Fotografo Daniele Matteini che ha saputo cogliere ogni attimo di questa splendida e meravigliosa giornata sportiva.

Per cortesia cliccare sul link generico: http://www.bicisport.info/dblog/albumfoto.asp e poi selezionare la cartella che più vi interessa.

Le foto sono a 75 Dpi.

Bicisporteam: attivata la newsletter – 84

La newsletter è un modo per informare chi si iscrive, sull’attività sociale del team e su quanto altro è utile divulgare. Prima di iscriverti alla newsletter, ti invitiamo a leggere la nostra informativa per la privacy.

Informativa per la privacy
A.C.D. BICISPORTREAM – FIRENZE, in qualità di Titolare del trattamento, ti informa che i dati che fornisci saranno utilizzati solo per trasmetterti via e-mail la newsletter che hai richiesto.

Potrai esercitare i diritti previsti all’art. 7 D.Lgs.196/2003, in qualsiasi momento, semplicemente entrando nel pannello centrale e, dopo aver inserito il tuo nome e la mail, contrassegnare la voce "unsubscribe" poi cliccare su "Submit" e sei automaticamente cancellato dalla rubrica. 

La grafica del pannello è work in progress, ovvero appena possibile sarà integrato nel contesto grafico del sito web…nel contempo, se desideri ricevere le news, iscriviti.

Per iscriversi cliccare su "NEWSLETTER"

Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [quinto giorno] – 81

5° giornata Bolzano passo del Sella Pordoi, Campolongo, Gardena, Bolzano. Km 154


Era la tappa più lunga e con il maggior dislivello anche se nessuna delle salite presentava le pendenze che si erano dovute superare nei giorni precedenti.


Partenza alle 7.30 verso Ponte Gardena nella strada un po’ mangia e bevi affrontata sempre risparmiando la gamba, chiacchieravo tranquillamente con De Lucia, quest’anno si era finalmente depilato le gambe, mi ha raccontato che è stato un incidente; aveva fatto una prova su una gamba per vedere se funzionava il rasoi per tosare il cane, il rasoio aveva funzionato anche troppo si era ritrovato con una finestrella sulla gamba depilata quindi aveva dovuto completare l’opera.


Questa era la sua versione dei fatti…


De Lucia si era dovuto fermare per un piccolo guasto tecnico, lo aspettato per aiutarlo a rientrare seguendo la lunga teoria delle ammiraglie come avrebbe detto Adriano De zan.


In coda al gruppo ho trovato Daniele intenzionato a non mollarmi e a controllarmi per tutto il percorso; ce la siamo presa proprio comoda, insieme siamo arrivati al ristoro di Selva Val Gardena mentre tutti stavano ripartendo, non c’era più niente da mangiare, fortunatamente gli addetti erano stati previdenti, infatti, dopo un po’ hanno dato fondo alla riserva strategica, avevano nascosto alcune crostate e frutta secca.


Siamo ripartiti tra gli ultimi dietro c’era Borrani, molto stanco, ed Enzo a fargli compagnia; sempre con il solito passo cicloturistico siamo giunti in cima al Sella e quindi sul Pordoi dove era posto il secondo ristoro che erano gia l’una passata.


Dopo un po’ è sopraggiunta anche Alexandra, molto affaticata ed affamata, ho così saputo che soffre di diabete e che pertanto doveva stare molto attenta all’alimentazione, ha preso alcune mele, della frutta secca e del parmigiano; rifocillati abbiamo affrontato la discesa poi il terzo passo il Campolongo, quello più facile. Arrivati a Corvara ci siamo fermati io ho preparato la borraccia per le grandi occasioni, acqua un po’ di coca-cola, un po’ di miele, e un tubetto di maltodestrine, anche se avevo mangiato sul Pordoi non volevo certo andare in crisi di fame proprio sull’ultima salita cronometrata.


Alexandra è partita promettendoci di aspettarci al traguardo, con Daniele abbiamo affrontato la salita controllandoci a vicenda, dopo un po’ ha incominciato a piovere, era la prima vera pioggia che incontravamo durante il giro e in salita non dava particolarmente fastidio, il passo era buono ogni tanto prendevo un sorso dalla borraccia, ma, più su che si andava più la pioggia aumentava.


Come sullo Stelvio, Daniele ad un certo punto ha cominciato ad allungare, resistevo bene al mozzo; ma negli ultimi tornanti il cuore è andato fuori soglia, il cardiofrequenzimetro ha cominciato a pigolare, poi si è messo il telefonino a suonare, nel silenzio dell’ascesa si sentivano solo il pezzo di Vivaldi per flauto che aveva registrato mia figlia e il cardio, ormai si tratta di poche centinaia di metri e non volevo cedere; ho perso solo una ventina di secondi che sommati ai dieci facevano comunque un handicap difficilmente recuperabile nell’ultima salita.


In cima ci aspettava l’ammiraglia, oltre a Stefano del Re che ha fatto alcuni commenti sul nostro stato di forma c’erano Enim ed Enzo che, a seguito del ritiro di Alberto Borrani, aveva deciso di non continuare da solo e aveva tagliato dal bivio direttamente sul Passo Gardena; mi sono cambiato per affrontare la discesa, non potevo fare altro, l’ammiraglia era piena come un uovo.


Daniele invece si è messo la mantellina ed è partito, naturalmente Alexandra aveva fatto bene a non aspettarci sotto la pioggia, che, nel frattempo, si era trasformata in grandine ed in un nubifragio.


Ben presto ero di nuovo bagnato fino alle ossa; la discesa fino a Selva, dove era previsto il pranzo è stata un calvario; mi sentivo anche un po’ in colpa per aver sollecitato Alexandra a fare anche questa tappa; se avevo freddo io che sono dotato di discrete riserve di grasso, Alessandra, così magra, rischiava di stare davvero male.


A Selva ho visto la bici di Alexandra, mi sono rassicurato, fino a quel punto bene o male era arrivata, volevo cambiami di nuovo gli indumenti, ero stato abbastanza previdente ed avevo altro vestiario asciutto ma l’ammiraglia era già ripartita; dopo aver mangiato un po’ sono ripartivo con il secondo gruppo dietro la macchina dell’organizzazione, malgrado fosse diminuita un po’, la pioggia era ancora fredda interno ai 1500 metri, tremavo, fortunatamente più scendevo minore era la pioggia e la temperatura si alzava.


A Ponte Gardena non pioveva più, e faceva anche abbastanza caldo, non era certo un problema affrontare gli ultimi 30 chilometri in pianura o in leggera discesa, ma con tutta quell’acqua che avevo incontrato mi ero dimenticato di riempire la borraccia così a Bolzano sono arrivato mezzo disidratato.


La sera abbiamo saputo che la cronoscalata era stata annullata, per un incidente accorso ad un motoclista, avevo ancora 10 secondi di ritardo su Daniele, potenzialmente recuperabili nell’ultima salita.


Anche a Bolzano pioveva a dirotto e tutti temevano di dover partire per l’ultima tappa sotto l’acqua, ma fortunatamente ci sbagliavamo.

[continua...]

 

Sergio Breschi

MTB Forum Italia, report contatti – 89

Di seguito le mail inviate ad utenti del MTB Forum Italia a dimostrazione e documentazione del lavoro che viene svolto per promuovere l’attività sociale del team, cercando aiuto collaborativo anche esternamente per ricevere notizie. Ovviamente per correttezza, ma soprattutto privacy, non è indicato il nickname!

1) Ciao ..nzo, prima di tutto grazie per aver risposto al mio post. Gradirei sapere se posso pubblicare qualche itinerario con o senza foto sulla newsletter del team ciclistico di cui faccio parte, ovviamente indicando la fonte  ;)

2) Ho redatto la newsletter del mese di GIUGNO ed è consultabile cliccando su, www.bicisporteam.it -  Ringrazio chi ha collaborato con notizie e articoli. Per le prossime news per cortesia ricordo di inviarle entro il 10 del mese. Grazie. Federico

3) Salve, sono federico…invio questa mail poichè ogni mese realizzo una newsletter per un team di stradisti ma anche bikers del mtb. Sto inviando questa mail a vari bikers poichè vorrei pubblicare appuntamenti, foto e recensioni sulle gare di mtb in Toscana. Ho letto che sei uno degli organizzatori…la newsletter che redigo è per il bicisporteam; ha l’obiettivo di informare sull’attività sociale: basterebbe queste info per riempire paginate…però sto cercando di inserire anche altre notizie, per esempio su gare gf toscane…

4) Ciao volevo chiederti la gentile cortesia di impressioni sulla scalpel poichè seguo la stesura di una newsletter per un team e vorrei pubblicare foto + testo della scalpel 1000. Mi puoi aiutare ? Grazie.

5) Va bene così…anzi grazie di cuore. Le foto le ho già scaricate e sono molto belle. Sono in stesura della newsletter quando è pronta ti dico dove leggerla. In fondo al tuo test scriverò il nick. Grazie ancora. Ciao Federico

6) Ciao  il 14 e 15 ottobre il Bicisport organizza il Cannondale Epidemic Tour…hai modo di diffondere la notizia nel team ?

7) Ciao, informo che è on line la newsletter di ottobre del nostro team, con 48 pagine. Si può scaricare sul proprio computer mediante il file zippato (9mb) oppure leggerlo sul proprio monitor (6mb). A te la scelta.

8) se è possibile ti chiedo la cortesia del link nel tuo sito web sul bicisporteam – www.bicisporteam.it e la diffusione della newsletter con la tua pubblicità, ai clienti dell’Hotel che vanno in mtb :) Federico

9) Ciao, colgo l’occasione del tuo post perchè ogni mese pubblico una newsletter dedicata ad un team ciclistico ove scrivo alcuni articoli con l’aiuto anche di altri biker di questo forum.

10) www.bicisporteam.it… Il prossimo numero esce a dicembre…se avete foto, report, news…inviatemeli all’indirizzo pressoffice@bicisporteam.it grazie di cuore per l’aiuto che mi porgete ; - ) Federico

Quanto sopra è una selezione delle mail, da me inviate ad utenti del MTB Forum Italia, i quali non mi conoscono, ma hanno comunque partecipato fattivamente a spedire notizie, pubblicate poi sulla newsletter del team Bicisport

Il Codice della Strada e la bici [9] – 88

Art. 224. – Dispositivi di segnalazione visiva dei velocipedi (artt. 68, 69 C.s.).

1. La luce anteriore consiste in un fanale a luce bianca o gialla, ad alimentazione elettrica, posto ad una altezza compresa tra un minimo di 30 cm ed un massimo di 100 cm da terra ed orientato in modo che l’asse ottico incontri il terreno antistante il velocipede a non oltre 20 m.

2. La luce emessa deve dare un illuminamento, misurato su uno schermo verticale posto a 10 m avanti al fanale, maggiore o eguale a 2 lux nel punto corrispondente alla proiezione sullo schermo del centro del fanale e su una linea orizzontale passante per detto punto per una estensione di 1 metro a destra e di 1 metro a sinistra di esso. In nessun punto dello schermo situato a 60 cm al di sopra di detta orizzontale l’illuminamento deve superare 5 lux.

3. La luce di posizione posteriore rossa, ad alimentazione elettrica, deve trovarsi sul piano di simmetria del velocipede, ad altezza da terra non superiore a 1 m, comunque non al di sotto del dispositivo a luce riflessa, ed avere il fascio luminoso diretto verso l’indietro, con l’asse orizzontale contenuto nel suddetto piano di simmetria.

4. La visibilità verso l’indietro deve essere assicurata entro un campo di ±15 gradi in verticale e di ±45 gradi in orizzontale.

5. L’intensità della luce emessa non deve essere inferiore a 0,05 candele entro un campo di ±10 gradi in verticale e di ±10 gradi in orizzontale.

6. Il dispositivo catadiottrico posteriore a luce riflessa rossa deve essere montato su idoneo supporto con l’asse di riferimento orizzontale e parallelo al piano verticale longitudinale di simmetria del veicolo. Non deve esservi ostacolo alla propagazione della luce tra il dispositivo e l’occhio dell’osservatore situato nello spazio comune a due diedri ortogonali i cui spigoli, uno orizzontale e l’altro verticale, passano per il centro della superficie riflettente con angoli rispettivamente di ±45 gradi e di ±15 gradi. Il dispositivo deve essere posto [sul parafango posteriore,] ad una altezza non superiore a 90 cm da terra misurata tra il bordo superiore del dispositivo ed il terreno, e deve essere di forma tale che possa essere inscritto in un rettangolo con lati le cui lunghezze siano in rapporto non superiore a due. Il dispositivo può essere abbinato alla luce di posizione posteriore, purché le superfici luminose dei due dispositivi restino separate.

7. I dispositivi catadiottrici a luce riflessa gialla, da applicare sui due fianchetti di ciascun pedale e gli analoghi dispositivi da applicare sui due lati di ciascuna ruota, devono essere montati in modo che le superfici utili siano esterne ai pedali ed alle ruote, rispettivamente perpendicolari ai piani dei pedali e paralleli ai piani delle ruote e di forma tale che possano essere inscritti in un rettangolo con lati le cui lunghezze siano in rapporto non superiore ad otto.

8. I valori minimi di intensità luminosa, in millicandele riflesse per ogni lux di luce bianca incidente sui vari dispositivi, ed in funzione dei diversi angoli d’incidenza e di divergenza devono essere quelli indicati nell’appendice IV, comma 1, del presente titolo. (1)

9. Le caratteristiche del materiale riflettente dei dispositivi catadiottrici a luce rossa e a luce gialla sono quelle di cui alla suddetta appendice, commi 2, 3 e 4.

10. I tipi di dispositivi previsti dalla suddetta appendice devono essere omologati dal Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale e devono portare stampigliati, in posizione visibile, gli elementi di cui all’articolo 192, comma 7, e, qualora agli effetti del montaggio sia prescritta una determinata posizione, la dicitura "alto" od altra simile.

(1) Appendice IV – Art. 224
Dispositivi di segnalazione visiva dei velocipedi

1. Le caratteristiche e i valori di intensità luminosa riflessa, in millicandele per ogni lux di luce bianca incidente, prescritti in funzione dei differenti angoli di incidenza e di divergenza sono quelli indicati nella tabella che segue:

Colore del dispositivo N.ro Posizione Sup. minima di ciascun dispositivo(cm2) Angolo divergente Angoli di incidenza    
          20° 40°
      ± 20° 30 20 12  
Rosso 1 Post. 25
    ± 2° 6 3 2    
  4 Pedali   ± 20° 20 12 5
Giallo 4 Laterale 8 ± 2° 4 3 2

2. Il materiale riflettente dei dispositivi a luce rossa illuminato con luce bianca della temperatura di colore pari a 2848 gradi K (gradi assoluti) deve riflettere luce avente le seguenti coordinate colorimetriche:
X=0,652¸0,648
Y=0,341¸0,342
Z=0,007¸0,010
3. Il materiale riflettente dei dispositivi a luce gialla deve riflettere luce avente le seguenti coordinate colorimetriche:
X=0,573¸0,556
Y=0,421¸0,437
Z=0,007¸0,006

4. I materiali riflettenti devono possedere caratteristiche di resistenza al calore, alla luce solare, alla nebbia salina, agli sbalzi termici, all’abrasione, ai solventi.

Bicisporteam al Giro delle Dolomiti 2008 [Quarto giorno] – 86

4° giorno Plan de Coronas di 114 Km


Era la giornata più temuta, avevamo tutti seguito la cronoscalata al “Giro d’Italia,” anche i migliori scalatori avevano arrancato sulla strada, che in qualche punto sterrata, spingendo anche rapporti cortissimi come il 34/26. Era chiaro che in molti avremmo messo il piede a terra, nella giornata di riposo tutti hanno cercato di mettere un rapporto rassicurante, io avevo il 30/29 ero tentato di farmi prestare da Stefano del Re il 34, ma poi ho lasciato perdere.


La tappa era piuttosto breve nel tratto di avvicinamento in leggera salita ho risparmiato la gamba, poco prima dell’inizio mi “sono liberato del superfluo” in modo sostanzioso, non sto ovviamente a scendere in particolari.


Il tempo era ancora molto buono, anche se non mi attirava per nulla fare sforzi su pareti al 23% avevo deciso di continuare fino in vetta e non fermarmi al passo del Furcia alla fine del tratto asfaltato.


Stavo bene ma già nella prima rampa sterrata ho messo il piede a terra, sono scivolato sul ghiaino anche in una facile curva proprio sotto la fotocamera impietosa di Monica, poi ho preso un passo regolare fino all’ultimo strappo dove più meno tutti sono scesi, in cima ci aspettava la funivia perché era praticamente impossibile affrontare la discesa in sicurezza.


Non pensavo di aver fatto un buon tempo, invece ero riuscito a recuperare 50 secondi a Daniele che ora era avanti di soli 10 secondi.


Il duello tra noi due diventava sempre più interessante, avevo ancora due tappe per recuperare, inoltre ero riuscito a superare anche Adelmo Parigi, non per mio merito, egli infatti, aveva sbagliato strada ed aveva allungato il percorso di qualche chilometro impiegando un tempo superiore di circa 30 minuti.


Casalini ha, invece, avuto un incidente meccanico, il cambio era entrato nei raggi della ruota, il giorno prima aveva modificato i rapporti, e, invece di affidarsi alle esperte mani di Enzo, era andato dal meccanico Zanobini di Bolzano.


In discesa è scoppiata la camera d’aria della ruota anteriore di Emilio, lo abbiamo aspettato con Daniele, Carlo e Raffaele e siamo rientrati, con una poderosa rincorsa, nel gruppo approfittando delle scie delle auto.


Nella discesa e nel falso piano fino a Bressanone ho consigliato ad una ragazza in difficoltà a tenere l’andatura del gruppo, di chiudere o aprire completamente lo zip del giubbino che si era gonfiato come una vela, per migliorare l’aerodinamica.


La ragazza mi ha ringraziato per il consiglio, apparteneva al tipo di cicliste che, quando mi superano in salita, non le prendo proprio in considerazione, troppo magra per i miei gusti (ciclisticamente parlando of course), aveva delle belle gambe magre da scalatrice, ma in pianura invece faticava a tenere certi ritmi.


Abbiamo cominciato a parlare un po’ e ci siamo presentati si chiama Alexandra e veniva dal Canada, abitava a Vipiteno, era da poco tempo che andava in bici da corsa, aveva fatto in precedenza Mountain Bike e triatlon; ma era stanca per tutti quei giorni in bici ed aveva intenzione di non fare la tappa dell’indomani quella dei quattro passi.


Io l’ho stimolata a proseguire e non abbandonare proprio alla fine, il tempo cronometrato sullo Stelvio era di 20 minuti migliore del mio, se affrontavo i quattro passi io che ero un pingue signore di mezz’età, lei, così asciutta e giovane non avrebbe dovuto temere niente.

 [continua...]

 

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